12-14/10/2012 – Plenaria dell’Accademia a Olzai e tutoria con Fabio Pinzi

Esperimento di tutoria pubblica a Olzai

Ad Olzai, in Barbagia, nel fine settimana dal 12 al 14 ottobre scorsi, ho partecipato alla mia prima plenaria dell’Accademia di Permacultura. L’evento si è svolto presso l’Agriturismo “Su pinnettu”, sotto l’accurata supervisione di Luca Denti, tutor della manifestazione. I lavori, che sono stati preceduti dalla riunione dell’Ellisse dei tutor, organo direttivo dell’associazione, hanno avuto inizio al venerdì mattina con il check in dei partecipanti e con l’incontro fra i tutor ed i relativi tutorati (tutorie).

Anche io ho avuto l’opportunità di vedermi con Fabio per fare il punto della situazione sul mio progetto: gli spunti sono stati numerosi ed al resoconto è dedicata l’apposita nota a seguire.

I lavori sono proseguiti al pomeriggio con l’intervento di Saviana Parodi, presidente dell’Accademia, che ha parlato della figura del progettista in Permacultura. E’ un argomento di grande interesse, al quale Saviana sta dedicando molte energie per cercare di delineare meglio una figura ancora nuova e quindi ben poco canonizzata.

Il successivo intervento, di Marilù Bisognin, ha riguardato il processo di chiarimento attualmente in corso su ruolo e funzioni dell’Accademia.

La fase finale della giornata è stata per me di grande interesse visto che si è svolto un “World Cafè” ove i tutorati presenti avevano la possibilità di esporre il proprio progetto di accreditamento su tavoli paralleli, mentre gli altri partecipanti potevano muoversi a piacimento fra di essi. Io ho parlato del progetto di Luzzano e sono rimasto molto soddisfatto sia per l’interesse suscitato sia per gli spunti di riflessione che sono arrivati interagendo con i presenti.

La giornata del sabato è stata per la maggior parte dedicata all’assemblea dell’Associazione, e pertanto riservata ai soci, mentre ovviamente tutta la parte restante era aperta a chiunque fosse interessato. Si è parlato della convergenza Europea di Permacultura, tenutasi in Germania nell’agosto scorso e del progetto di partneriato con le Accademie degli altri paesi, l’ellisse dei tutor ha relazionato sui lavori che si sono svolti sia in precedenza, sia durante la plenaria stessa, e che avevano lo scopo di chiarire diversi punti sul ruolo e le funzioni dell’Accademia. Diverse decisioni sono state prese, compresa quella relativa alla sede della prossima plenaria di aprile 2013: Cascina Santa Brera a San Giuliano Milanese.

La giornata si è chiusa con un interessante esperimento di tutoria pubblica (tutor e tutorato si incontrano al centro di un cerchio ove tutti i presenti ascoltano e, sulla base di precise regole, possono anche intervenire) ed ovviamente con la cena ed festeggiamenti di rito.

La domenica mattina è stata dedicata alla presentazione di medio percorso di Marco Pianalto ed a quella di Diploma di Davide Pujatti. Per non scadere con l’intensità dei lavori ho pensato bene di propormi come componente della commissione di accreditamento e la scelta è stata sicuramente azzeccata, visto che mi ha permesso di vedere da vicino come avviene il processo di accreditamento del diplomando e di toccare con mano quali sono i punti sui quali si basa la valutazione. Molto utile in vista del mio di diploma!

Con il pranzo ed il cerchio finale di saluto si è conclusa una plenaria veramente intensa e piena di spunti di riflessione. L’importanza di occasioni come questa, ove si scambiano idee, si lavora assieme, si incontrano vecchi e nuovi amici, si festeggia è veramente immensa. Si torna a casa con mille idee in più e con la carica per poterle relizzare.

Tutoria con Fabio Pinzi

La tutoria di percorso e di progettazione con Fabio Pinzi, che si è svolta durante la plenaria ad Olzai, è stata veramente densa di elementi su cui riflettere riguardo ad entrambi gli aspetti. Agli spunti di progettazione questa volta si sono infatti sommate molte riflessioni sul mio percorso come Permacultore ed aspirante diplomato. Ecco cosa è venuto fuori dalla discussione:

– Progetto Luzzano come percorso che passando da orto e vigna, come riavvicinamento alla terra, evolve poi nella forma più adatta al territorio: bosco misto produttivo e forest garden. In particolare interessante la progressione spaziale da zona 5 a bosco produttivo a foresta commestibile, fino ad arrivare all’orto. Completerei il tutto con il concetto dell’evoluzione inversa verso il C/R (Cacciatore/Raccoglitore).

– Lavoro sul sociale: organizzare piccolo incontro (es. pomeriggio) di introduzione alla Pc localmente in zona Luzzano, per saggiare e cominciare a formare rete locale. Servirebbe sia come diffusione, sia per condividere i lavori e porre le basi per future forme di scambio. Potrei farlo direttamente io o chiedere a Fabio in caso di necessità.

– Impegno ad organizzare l’incontro di introduzione alla Pc e ad arrivare al diploma per ottobre 2013 (considerando una presentazione intermedia nella prossima plenaria ad aprile).

– Proseguimento sistema acqua con recupero piovana dal capanno in cisterne e con laghetto in alto con sistema basato su pompa solare per spostare in esso le eccedenze.

– Fertilità: proseguire come l’anno scorso (sovescio e letamazione) introducendo l’humus di lombrico. A tal proposito ok la tecnica di suddividere in due la lettiera spostando il cibo, in modo che i lombrichi si muovano da soli e lascino l’humus. La stessa cosa si può fare anche con un setto forato nel sistema con i bidoni – La pacciamatura con foglie di quercia va controllata e non esagerata (tannino). Importante che sia profonda in estate/inverno e leggera in primavera (la terra deve scaldare).

– Il sovescio va sempre bene: anche favino, ed è ok anche se muore nell’inverno.

– Esperimento con il metodo Fukuoka: ok, continuare. Importante è avere un risultato produttivo. Sviluppare il discorso dei semi antichi.

– Sugli swales coperti nell’orto si potrebbe anche coltivare (utile soprattutto in caso di scarsità di spazio).

– Consigliato di aumentare l’altezza della terra nei terrazzamenti dell’orto (tende a calare) usando anche ramaglie sotto e superando leggermente il livello del tronco.

– Il balcone piace molto come esempio di progettazione per poter produrre anche in condizioni difficili (esposizione nord). Ove non si può fare di meglio si deve lavorare con ciò che si ha. Continuare a provare con le chenopodiacee e comunque a cercare le specie che meglio si adattano.

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1 Response so far »

  1. 1

    Alberto said,

    Ciao Giulio! Conosco la ragazza in primo piano nella fotografia!!! Ti passo subito il suo contatto in fb.
    Complimenti per il tuo resoconto: continua così, sei un grande! Un abbraccio, Alberto


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